ASPETTI NEUROPSICOLOGICI

NELL’HIV E NELL’AIDS

Pagina in collaborazione con

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CLASSIFICAZIONE DEI DISTURBI    

   
   

ESITI NEUROPSICOLOGICI IN HIV     

   
   

COMPORTAMENTO AUTOLESIVO    

   
   

RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA SOFTWARE ASSISTITA    

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CLASSIFICAZIONE

I disturbi neuropsicologici nell'HIV e nell'AIDS possono essere:

ORGANICI: malattie causate da uno specifico agente che determina un danno strutturale a livello cerebrale da infezione del SNC da HIV o da tumori  o una sofferenza extracerebrale (dismetabolica, infettiva, da intossicazione o astinenza da sostanze) Sempre più frequentemente è presente da danno da uso di sostanze psicoattive

FUNZIONALI: assenza di un danno strutturale noto o di un fattore eziologico ben definito che possano spiegare l’alterazione

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ESITI NEUROPSICOLOGICI IN SOGGETTI IN FASE AVANZATA DI HIV

 

  • DEMENZA DA HIV (ENCEFALOPATIA DA HIV O AIDS DEMENZA COMPLEX)

Deficit cognitivi (di memoria e di concentrazione)

Apatia, abulia, astenia, ritiro sociale, depressione

Rallentamento psicomotorio

Prevalenza: 15-20% tra coloro con malattia avanzata da HIV

Prognosi pessima: il 50% decede entro 6 mesi

 

  • DELIRIUM

Disturbo mentale acuto reversibile caratterizzato da confusione e una certa compromissione della coscienza. È spesso associato ad instabilità dell’umore, allucinazioni, comportamento inappropriato e sono a rischio soprattutto soggetti con malattia in stadio avanzato o con Demenza da HIV e sono essi stessi causa di una situazione di elevata vulnerabilità

 

  • DISTURBI PSICOTICO in cui è presente una compromissione del giudizio di realtà pre o post morboso con sintomi quali deliri o allucinazioni:

ALLUCINAZIONI:    percezioni senza oggetto, immaginarie, localizzate nello spazio esterno (possono interessare tutti gli organi di senso; nei disturbi organici o su base tossica prevalgono le allucinazioni visive, nelle psicosi funzionali quelle uditive).

            Uditive: Suoni, rumori (a. elementari) o più spesso voci umane. Possono essere imperative, commentanti, dialoganti (colloquio di voci), maschili o femminili, amichevoli od ostili, attribuite a persone immaginarie o reali.

            Somatopsichiche:

Sensibilità superficiale:tattili, termiche, aptiche, idriche. Sensibilità profonda, cenestesica o viscerale:chinestesiche (di volare, di          sprofondamento), sessuali, algiche, di deformazione o di trasformazione corporea.

DISTURBI DEL PENSIERO (schizofrenia):

                                         DISTURBI DEL CONTENUTO DEL PENSIERO

Delirio: convinzione errata, inaccessibile alla critica, non appartenente al retroterra socioculturale del paziente. E’ tipicamente una convinzione privata ed è distinto dal delirium

Tipi di delirio

§         Di influenzamento

§         Di riferimento

§         Di persecuzione (di veneficio)

§         Di grandezza

§         Di gelosia

§         Erotomanici

§         Ipocondriaci e somatici

§         Mistici

§         Di colpa e di indegnità

§         Di povertà e rovina; nichilistici

§         Falsi riconoscimenti deliranti

 

Idea prevalente: idea che domina la coscienza e la vita della persona, non assurda o comunque accessibile alla critica (gelosia morbosa, dismorfofobia

 

I contenuti sono ricorrenti probabilmente espressivi delle fondamentali tematiche esistenziali dell’uomo: l’integrità corporea, la minaccia proveniente dall’esterno, la perdita, l’affermazione di sé.

 

DISTURBI FORMALI DEL PENSIERO

Deragliamento

Tangenzialità: risposte oblique;

Incoerenza (eloquio frammentato, incomprensibile)

Illogicità

Circostanzialità

 

ILLUSIONI: errata interpretazione dello stimolo sensoriale, travisamenti della percezione, passibili di correzione

 

IMPORTANTE: Il soggetto psicotico

Non conserva l'esame di realtà (per lo meno in alcuni momenti)

Può non avere coscienza dei suoi disturbi (egosintonia)

Può soffrire o meno; interagisce male con la realtà

 

  • DISTURBI DEPRESSIVI (Disturbi dell’umore)

E' importante saper distinguere alterazioni patologiche dell'umore da stati affettivi fisiologici (es. normale tristezza o euforia).

Le alterazioni dell'umore seguono due opposte polarità: depressione e mania.

POLARITÀ DEPRESSIVA

Molti farmaci per il trattamento dell’HIV hanno tra gli effetti collaterali la depressione.

La sindrome depressiva Caratterizzata da 4 sintomi fondamentali

1. Grave e persistente abbassamento del tono dell'umore.

Fissità dell'umore che si protrae nel tempo 

Impenetrabilità dell'ambiente (il disturbo non è influenzabile da eventi positivi).

Il paziente è incapace di provare piacere e di provare emozioni (anedonia).

Spesso ansia, nervosismo, irritabilità

Mancano fattori scatenanti o non sono proporzionati all'entità del quadro.

2. Rallentamento psicomotorio

Il paziente è stanco e affaticato per qualsiasi cosa (anergia, astenia)

Il paziente non prova stimoli (apatia, abulia)

Eloquio rallentato

Mimica inerte, sguardo spento.

Deficit di concentrazione e di memoria

 

3. Ideazione pessimistica

Ideazioni di rovina (il soggetto vede tutto “nero”, è incapace di proiettarsi nel futuro, si sente fallito, inferiore, perdente)

Ideazioni di colpa

Ideazioni ipocondriache

Ideazioni di morte (ideazioni suicidarie)

Deliri di rovina, di colpa, ipocondriaci,di morte.

4. Sintomi “biologici”

Perdita (o aumento)  dell'appetito e di peso

Insonnia (o ipersonnia)

Riduzione della libido o disturbi sessuali

Peggioramento al mattino della sintomatologia

 

POLARITÀ MANIACALE

Caratterizzata da 4 sintomi fondamentali

1. Grave e persistente innalzamento del tono dell'umore.

Paziente euforico, felice, grandioso, esuberante, si sente “rinato”, “illuminato” “entusiasta della vita” 

L'umore è instabile e risente di modesti stimoli (rabbia, aggressività, crisi di pianto)

Disforia, irritabilità, labilità.

2. Attivazione psicomotoria

Il paziente non riesce a stare fermo, è irrequieto

Abbigliamento bizzarro, colori accesi, trucco; se grave prevalgono trasandatezza e scarsa igiene personale

Eloquio accelerato, logorroico, linguaggio retorico, prolisso; se grave “fuga delle idee” e “insalata di parole”

Disponibilità di energie e affacendamento, fino all'improduttività

Comportamenti rischiosi, spese eccessive, crisi di eccitamento

Sensazione di “apertura mentale” ma deficit di attenzione

3. Ideazione grandiosa e ottimistica

Ideazioni di grandezza con ipervalutazione delle proprie capacità (il soggetto vive nel presente, vede tutto realizzabile e a portata di mano)

Ideazioni mistiche

Deliri di grandezza, mistici a volte accompagnati da allucinazioni

4. Sintomi “biologici”

Riduzione del bisogno di sonno

Aumento dell'appetito con dimagramento

Esaltazione dell'attività sessuale

 

DISTURBI D’ANSIA

            Componenti dell’ansia

                             Psichica: apprensione, attesa penosa.

                             Neurovegetativa: tachicardia, dispnea, sudorazioni, ecc.

                             Motoria: tensione, irrequietezza, paralisi motoria.

TIPOLOGIA                   

Disturbo d'Ansia Generalizzata (DAG)

Condizione d'ansia ed apprensione persistente

apprensione riguardante salute, incolumità fisica, situazione economica

Assenza di sintomi specifici (attacchi di panico, fobie, ecc.)

Manifestazioni a carico della sfera somatica e cognitiva:

prevalgono disturbi gastro-enterici e tensione muscolare (algie diffuse e cefalee) rispetto a quelli cardio-respiratori

Faticabilità, deficit di concentrazione

Disturbo da Attacchi di Panico (DAP)

Carattterizzato da Crisi d'ansia acute, intensissime e di breve durata (attacchi di panico), ansia anticipatoria e condotte di evitamento fobico

Sintomi psicologici: paura intensissima di morire, di impazzire o di perdere il controllo

Sintomi fisici: tipo cardio-respiratorio: tachicardia, dispnea, senso di instabilità sbandamento, svenimento, formicolii alle estremità, sudorazioni, ecc.

Sintomi psicosensoriali: ipersensibilità alla luce e ai suoni, esperienze di depersonalizzazione e derealizzazione

 

Possono comparire “a ciel sereno” e le situazioni scatenanti spesso sono quelle in cui sia difficile fuggire o ricevere aiuto nel caso di malessere (agorafobia) con una frequenza variabile con media di 2 – 4 a settimana

L’ansia anticipatoria è caratterizzata da uno stato persistente di allerta legato al timore che le crisi possano ripetersi ma può venir controllata dalla presenza di una persona di fiducia (compagno accompagnatore)

Nelle condotte di evitamento fobico il soggetto tende ad associare gli attacchi con situazioni o luoghi specifici e ad evitarli e nei casi più gravi si giunge ad una limitazione significativa delle attività quotidiane, del funzionamento lavorativo e sociale del soggetto

      Nei disturbi di panico come in genere nelle sindromi ansiose vi è un andamento fasico con periodi di remissione e  riacutizzazione con polarizzazione somatoforme ed una demoralizzazione ricorsiva.

 

FOBIE

Possono essere di tipo specifico (luoghi elevati da situazioni in cui predomina la paura di star male, di perdere il controllo e di non avere via di fuga con agorafobia, claustrophobia ecc) o semplici di particolari oggetti o situazioni come animali, piante, sangue oppure di  situazioni sociali in cui ci si sente in imbarazzo (fobie sociali) con conseguonti condotte di evitamento.

Nelle fobie sociali con paura ed evitamento di situazioni nelle quali l'individuo è esposto al giudizio degli altri, per il timore di apparire imbarazzato, goffo, ridicolo si ha una ipervalutazione del giudizio degli altri ed è il secondo tipo di disturbo fobico come prevalenza dopo l'agorafobia (1-2%).

Nella fobia semplice si ha una paura irrazionale di un oggetto o di una situazione specifica con sentimenti di repulsione e disgusto non commisurati alla natura dello stimolo. Spesso riguardano animali, altezze, sangue, aghi, temporali, ecc. E possono essere scatenate anche da immagini filmate. È caratterizzata da ansia marcata con comportamenti di fuga o stati di blocco con spiccati fenomeni neurovegetativi (in genere tachicardia e aumento della pressione arteriosa). Peraltro le fobie per il sangue, aghi e atti medici assumono a volte carattteristiche atipiche.

 

 

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC)

È un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni (idee, pensieri, immagini, o impulsi persistenti percepiti dal soggetto come intrusivi e senza senso, causa di marcato disagio) e compulsioni (comportamenti ripetitivi come lavarsi le mani, ordinare o atti mentali come pregare, contare, ecc. che il soggetto deve compiere in risposta all'ossessione o secondo regole precise)

Le ossessioni più frequenti caratterizzate da lentezza ossessiva primaria sono i rituali di pulizia- clearing -( riguardano lo sporco e la paura di contaminazione), i rituali di controllo (ossessioni dubitative con contenuti aggressivi, o riguardanti attività quotidiane, fino a dubbi esistenziali, filosofici, ossessioni numeriche, ossessioni sessuali e le ossessioni religiose.

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COMPORTAMENTO AUTO LESIVO

Il comportamento auto lesivo, caratteristico principalmente del disturbo borderline di personalità, disturbo frequentemente presente come stato premorboso tra i soggetti che afferiscono alle case alloggio per HIV ha come fattori di rischio la solitudine, il vivere in un contesto culturale dove  si ha facile accesso ad armi o ad altri metodi di suicidio e possono essere scatenati dall’avere notizia di un suicidio, sia per sentito dire che dai media, essere in uno stato di agitazione o di eccitamento anche per sostanze psicotrope. Sensazione di scarso supporto. In  soggetti affetti da HIV degni di nota sono i problemi lavorativi correlati,  le, a volt, concomitanti, difficoltà finanziare all’HIV ed il decesso di amici per cause correlate all’AIDS.

Tra i fattori protettivi vi sono il contesto culturale caratterizzato da condanna del suicidio, dal poter disporre di un qualche supporto o comunque poter contare sulla presenza di altri ed anche dall’essere in una condizione psichica “rallentata”.

Nella valutazione preventiva degli atti suicidari o parasuicidari si deve tener conto della presenza di pianificazione (precauzioni prese per non essere scoperti, presenza di uno scritto) o dell’impulsività, il contesto  (da soli o in presenza di altri), il mezzo scelto (quantità e tipo di pillole ingerite, uso di armi ecc.) e cosa pensa il paziente sul grado di letalità del gesto.

 

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TRAINING
Riabilitazione neuropsicologica software assistita in struttura protetta


I pazienti che accedono alle RSA ed alle case alloggio hanno già ricevuto una diagnosi dal sistema sanitario e dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere già stati sottoposti ad idonea batteria testistica.
In questi ambiti abbiamo bisogno di strumenti duttili e veloci, capaci di darci le necessarie informazioni su cui basare ogni singolo, individuale piano di trattamento.

METODO
•Selezione operatori
•Addestramento operatori che si occuperanno della riabilitazione cognitiva tramite software dedicato
•Valutazione neuropsicologica
•Predisposizione piano terapeutico individuale
•Incontri con familiari
•Rivalutazione neuropsicologica post trattamento
•Follow up a 12 mesi e verifica efficacia


UN ESEMPIO
Attualmente, presso una struttura provinciale con pazienti con deficit cognitivo di grado medio e lieve (Casa Lamar del Centro Trentino di Solidarietà: CTS), per la valutazione iniziale ed il follow-up si sta utilizzando:
ENB     (Sara Mondini ed al. Esame Neuropsicologico Breve. Una batteria di test per lo screening neuropsicologico, 2003 Cortina Editore pag.3
STRUTTURA DELL’ENB
      “L’ENB si articola in tre parti:
1) raccolta dei dati anamnestici;
2) intervista neuropsicologica con il paziente e i familiari;
3) somministrazione delle prove cognitive e raccolta dei dati.
L’ordine di somministrazione delle prove della batteria è il seguente:

•Digit span;
•Trail making test (TMT, versione A e versione B);

•Copia di disegno;
•Memoria con interferenza;
•Astrazione;
•Test dei gettoni;
•Memoria di prosa (immediata e differita);
•Test delle figure aggrovigliate;
•Disegno spontaneo;
•Fluenza fonemica;
•Stime cognitive;
•Prove prassiche;
•Test dell’orologio.”

Inoltre si utilizzano anche
T.I.B. test d’intelligenza breve per valutare il quoziente intellettivo pre-morboso. Viene utilizzato al posto della Wais.
Matrici Progressive di Raven per il fattore G per valutare il livello intellettivo attuale
SCL 90-R per il vissuto attuale

Successivamente per il paziente verrà preparato il piano di trattamento e quindi sottoposto a riabilitazione cognitiva con TNP.

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